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Abbiamo incontrato Francesca Vecchioni President & Founder di Diversity

 

Francesca Vecchioni
President & Founder di 
Diversity, organizzazione no-profit impegnata a promuovere l’inclusione sociale e il benessere organizzativo attraverso attività di ricerca, formazione, monitoraggio, consulenza e advocacy.
 

 

Promuovere la diversità come fattore di innovazione e di crescita per le aziende: utopia o realtà in Italia?

È realtà per le aziende realmente innovative. Utopia per quelle che pensano di esserlo. Il legame tra crescita, innovazione e diversità è indissolubile. Non esiste alcuna innovazione quando le condizioni prevedono omogeneità e conformismo di idee e punti di vista. Non esiste crescita quando le persone all’interno di un’azienda non riescono ad esprimersi in maniera autentica. Inoltre ogni idea, progetto, prodotto o servizio generato in un contesto inclusivo soddisferà maggiormente le richieste di una popolazione, la nostra di consumatrici e consumatori, che è naturalmente eterogenea. È la stessa evoluzione naturale a basarsi sulla diversità biologica, semplicemente chi non considera la realtà, resta indietro.

Integrare il Diversity & Inclusion Management all’interno di un’organizzazione: quali sono le effettive resistenze?

Le resistenze sono spesso legate ai processi. Ma visto che i processi li determinano le persone, in estrema sintesi possiamo dire che un’organizzazione risente delle nostre dinamiche cognitive che ci portano a mantenere lo status quo. Questo efficacemente, a nostro parere, preserva gli sforzi e ci semplifica la vita perché è naturalmente più semplice confermare scelte conosciute e confrontarsi con chi ci somiglia, e può pensarla come noi. L’altro limite è che la D&I, oggi, è ancora erroneamente considerata un costo tattico e non un investimento strategico.

Dal suo punto di vista quali esempi virtuosi può citare?

Chi riesce a cogliere il valore della diversità lo fa in maniera olistica, in una sorta di diversity trasformation in cui ogni impatto, esattamente come per la digital trasformation, non può prescindere dal toccare ogni ambito dell’organizzazione. È un processo culturale, un’iniezione di materia innovativa che fa evolvere l’azienda. Naturalmente ogni processo per essere efficace deve seguire un percorso graduale e complessivo. Nessun’area dell’organizzazione può essere lasciata indietro. Il committement del top management è essenziale, in forma di role modeling, ma il percorso deve contemplare anche una consapevolezza allargata a tutta la popolazione e un allineamento sostanziale tra le azioni interne, quelle esterne, l’identità e i valori del brand.