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Abbiamo incontrato Marco Barbina Director of Software Engineering di Leonardo


Marco Barbina
Director of Software Engineering
Leonardo

e speaker nell'edizione 2020 di Go Beyond

 

Si può dire che l'avvento dei robot costringerà a cambiare il concetto di lavoro?

È possibile ipotizzare che una diffusione più pervasiva dei robot permetterà di estendere la possibilità di automatizzare determinate attività che al momento riteniamo possano essere fatte solo da persone. Questo è un processo che continua ininterrotto dai tempi della rivoluzione industriale e in se non è una novità. I robot del prossimo futuro non saranno gli umanoidi meccanici e antropomorfi della fantascienza, ma sistemi che permetteranno di eseguire in maniera autonoma e precisa compiti sempre più complessi. La loro evoluzione è marcata dalla progressiva capacità di affrontare compiti sempre più generalizzati e di inserirsi in maniera discreta nelle attività umane. Ma alla fine, non credo che il concetto di lavoro cambierà in maniera radicale più di quanto sia cambiato dai tempi della prima rivoluzione industriale.

Cambieranno sicuramente le competenze richieste e per questo sarà necessario preparare le nuove generazioni e aggiornare quelle attuali in modo che sappiano gestire i cambiamenti che queste transizioni inevitabilmente comportano.

 

Il presente: quali sono secondo lei i principali trend tecnologici in ambito Intelligenza Artificiale e come sta avanzando la ricerca a livello nazionale?

Il settore dell’intelligenza artificiale sta investendo moltissimo in un concetto chiamato “human-machine teaming”. Si tratta della interazione avanzata tra esseri umani e sistemi automatici per lo svolgimenti di compiti complessi. Se pensiamo ai progressi fatti negli ultimi anni dagli assistenti virtuali che tramite il telefono o gli apparati di casa permettono di prenotare voli o servizi, acquistare prodotti o ricevere informazioni possiamo farci un’idea del livello di interazione che possiamo aspettarci nel prossimo futuro. Così come il livello di comprensione del linguaggio parlato raggiunto era fino a pochi anni fa quasi impensabile e possiamo immaginare che una simile evoluzione nel campo della comprensione delle espressioni del volto, dei comportamenti e delle abitudini dei singoli o delle folle. La behavioural analysis è un tema molto affascinante e che probabilmente sarà pervasivo nella società dei prossimi anni.

In Italia la ricerca è coordinata a livello nazionale dal CINI che ha eseguito una mappatura delle varie aree di studio. Possiamo dire che abbiamo una attività di ricerca accademica molto prolifica che copre moltissimi aspetti della ricerca su AI.

 

Il futuro: vi è una tecnologia che potrebbe esplodere e portare benefici alle aziende nei prossimi 2 anni?

Penso che gli effetti prevalenti saranno quelli legati all’integrazione tra le tecnologie dominanti: l’Industria 4.0 ha portato e vuole portare alla digitalizzazione dei processi produttivi. Questo permette il controllo automatico di molti processi ma comporta anche la creazione di una grande quantità di dati (che sono un vero patrimonio in termini di informazione). I dati verranno generati da sensori presenti sugli utensili stessi o saranno addirittura legati ai prodotti in una diffusa applicazione del concetto di Internet of Things. Tutti questi dati distribuiti dovranno venir raccolti e trasmessi verso i sistemi di elaborazione e per questo sarà necessaria l’introduzione della banda ultra-larga e della connettività 5G. Infine, sistemi di intelligenza artificiale saranno in grado di utilizzare questo grande volume di dati per ottenere un efficiente controllo ottimo delle attività.

Industria 4.0, IoT, 5G e Ai sono tutti elementi indispensabili per giungere allo sfruttamento dell’immenso potenziale racchiuso nell’utilizzo intelligente dei dati industriali e aziendali.