News & Media

Abbiamo incontrato Nicoletta Luppi Vice President, General Manager Italy di MSD Italia

 

Nicoletta Luppi
Vice President, General Manager Italy
MSD Italia
sarà relatore nella sessione Making Tech 4 Inclusion di GoBeyond 2020

 

Cresce sempre di più il divario tra le competenze realmente disponibili e quelle richieste dal mercato: secondo lei quali sono le tecnologie ormai imprescindibili per il suo settore?

Ci sono dei trend tecnologici che si sono ormai affermati e hanno contribuito a trasformare il settore farmaceutico in maniera importante, citerei almeno i seguenti:

  • I cosiddetti context-based services: l’uso su larga scala di smartphone e altri dispositivi 4G ha determinato nuove modalità di contatto col paziente e la possibilità di fornire tutta una serie di servizi volti alla prevenzione e, più in generale, al miglioramento della qualità della vita del paziente stesso.
  • La diffusione dell’utilizzo dei Big Data: sia sul fronte del miglioramento delle cure, che su quello della di una dimostrazione sempre più evidence-based (o data-based) del valore del farmaco.
  • Legato al punto precedente, assistiamo a una ormai diffusa industrializzazione dei Data Services: intesa come quella modalità di usare i dati, al di là delle fonti e dei silos organizzativi, in una modalità integrata e olistica che possa liberarne fino in fondo il valore al fine di incrementare le possibilità di dimostrazione dell’effettiva utilità nonché di scoperta di nuove soluzioni a servizio della salute.
  • Da ultimo l’impatto dei social media sta ormai dispiegando tutto il proprio effetto anche sul nostro settore.

Competenze a servizio dei trend sopraesposti sono ormai imprescindibili per il successo di una impresa Farmaceutica.

Nel frattempo, ci sono diversi elementi legati all’evoluzione delle tecnologie che, credo, influiranno molto sulle dinamiche del nostro settore in un orizzonte temporale più dilatato, alcuni esempi:

  • Le possibilità offerte da augmented e virtual reality, che incideranno sicuramente sulle modalità di ingaggio del paziente
  • L’ulteriore diffusione e utilizzo del AI e del machine learning, in questo caso da intendere come supporto all’uomo specie nella esecuzioni di quei task che possono liberare tempo per attività a maggior valore aggiunto. Ritengo che questo trend sarà molto visibile e inciderà molto sul cambiamento delle diverse aree nelle organizzazioni Pharma: dalla ricerca al manufacturing, dalle organizzazioni focalizzate sul customer engagement fino alle funzioni interne delegate all’elaborazione dei dati.
  • L’evoluzione del 3D printing in ambito medico: è noto che vari centri di ricerca stanno studiando la possibilità di utilizzare le bio-printer al servizio della produzione di organi artificiali.
  • Ultimi due trend molto interessanti: sono legati alla possibilità di utilizzare supercomputer e nano-tecnologie per:
    • Da una parte ridefinire/limitare la sperimentazione diretta su esseri umani
    • E, dall’altra, per strategie mirate e personalizzazione di prevenzione e cura, attraverso l’utilizzo di nano-robot ospitati nel corpo umano.

 

Promuovere la diversità come fattore di innovazione e di crescita per le aziende: utopia o realtà?

Direi piuttosto una necessità. Non ci sono ormai dubbi che la definizione e l’esecuzione di strategie mirate alla costruzione di un ambiente lavorativo che sia rappresentativo delle differenti dimensioni della diversità (sia le intrinseche – genere, generazione, razza, etc. – che aquisite, per citare un articolo di HBR del 2013) e, soprattutto, sia inclusivo. Là dove ogni diversità si senta accettata o, meglio ancora, valorizzata, deve essere uno dei presupposti organizzativi più importanti per incrementare la capacità delle nostre organizzazioni di innovare.

Tuttavia, per alcune imprese sembra che una piena valorizzazione della diversità, specie al servizio dell’innovazione, sia un concetto lontano dalla strategia aziendale e, ancor più, dal lavoro di tutti i giorni. Credo che, sulla base delle evidenze ormai consolidate nella ricerca organizzativa e nell’esperienza delle grandi aziende di successo, il diversity management debba configurarsi come una vera e propria priorità di business, oltre che come un imprescindibile imperativo morale, e che, sulla scorta di questa scelta, siano in primis il Board aziendale e il CEO a essere responsabilizzati e misurati su questa dimensione. Probabilmente, compiere con decisione questi primi due passi sarebbe già un forte incentivo alla promozione della diversità, in un modo fortemente pratico e tangibile e , quindi, al servizio dell’innovazione e della crescita dell’azienda.

 

Convinti di questo noi cerchiamo di essere un buon esempio. MSD Italia, con i suoi quasi 1.000 dipendenti, è composta da donne al 52%. All’interno del nostro Leadership Team, oltre a a me, il 50% è rappresentato da donne e, in tutta l’organizzazione, le donne manager sono il 43% del totale.

Le strategie di Diversity and Inclusion sono parte integrante del nostro modo di lavorare e trovano una piena rappresentazione nel programma globale “Global Diversity & Inclusion” (GD&I), che si propone come obiettivo la creazione di team di lavoro tra dipendenti basati su specifiche aree di affinità, definiti “Chapter”. Tra questi vorrei ricordare che nella nostra Affiliata italiana sono già attivi:

  •  Il Chapter Women’s Network, che si pone l’obiettivo di creare una comunità all’interno della quale provare un senso di appartenenza, relazionarsi positivamente e lavorare insieme affinchè sia garantita l’equità di genere attraverso la promozione di un ambiente inclusivo per tutta la popolazione aziendale e veramente rappresentativo di tutte le esigenze.
  • Il Chapter Capability Network, dedicato alla promozione di un ambiente di lavoro inclusivo per i dipendenti con disabilità e per coloro che la vivono all’interno della propria famiglia.
  • E il Chapter Next Generation Network, focalizzato sulla valorizzazione dell’interazione dei dipendenti di tutte le età con la nuova generazione, promuovendo le diversità culturali e generazionali.

Il riconoscimento del valore della Diversità come elemento essenziale di un ambiente di lavoro eccellente e i programmi descritti sopra trovano altresì un potente acceleratore, quasi una chiave di volta, nelle politiche di Inclusione promosse dalla nostra azienda: in particolare tutti i nostri manager possono contare su guide pratiche (Inclusive Behaviors’ Guide e Uncovering Talent) per porre in atto quotidianamente quei comportamenti, che possono favorire, attraverso la rimozione di stereotipi e barriere culturali, la piena espressione di ciascun collaboratore all’interno del team di lavoro.

 

Quale consiglio darebbe a una ragazza che vuole intraprendere il suo percorso professionale?

Di non essere ossessionate da un percorso di carriera inteso come un piano rigido dove si susseguono un serie di passaggi predefiniti. E’ molto più importante avere una sorta di direzione verso cui spingersi, accettando e includendo elementi di flessibilità.

Non siate troppo critiche/esigenti (intendo eccessivamente) con voi stesse, perennemente in preda all’ansia di dover dimostrare - evitate di cadere nella cosiddetta sindrome dell’impostore (avete certamente tutte le capacità per riuscire) - e apprendete l’arte di ricevere e dare feedback: questo è uno dei migliori strumenti per crescere.

Costruite la vostra rete di relazioni, in modo che sia fatta tanto di uomini che di colleghe, e dedicatele il giusto tempo.

Individuate nel vostro percorso dei mentori: se sinceri, ispireranno le vostre azioni, saranno dei maestri e dei consiglieri, soprattutto nei momenti cruciali e negli snodi della vostra carriera.

Impegnarsi profondamente, con passione e dedizione rimane molto importante. Come diceva un famoso coach di football americano: “il dizionario è l’unico luogo in cui la parola Successo si trova prima della parola Sudore”.

Infine:

  • Siate voi stesse, pensate con la vostra testa e chiedetevi sempre il perché delle cose, realizzando il vostro purpose
  • Siate sempre curiose di apprendere, concentrandovi con pazienza sulle competenze di ruolo e anche su tutte quelle competenze definite soft (empatia, comunicazione, delega, adattabilità, decision-making, risk-taking, etc.), che vi consentiranno di guidare un team e lavorare bene con gli altri siano essi capi, colleghi, partner, clienti;
  • Non trascurate mai voi stesse, il vostro benessere fisico, la vita affettiva e i rapporti interpersonali; sono fondamentali non solo per una buona vita, ma per mantenere la lucidità necessaria sul lavoro (specie nei momenti di grande stress) e, se si guarda bene, sono eccellenti palestre per allenare tutta una serie di competenze (le cosiddette soft in particolare) da poter applicare anche nella sfera lavorativa.
  • Siate appassionate alla Vita!